Palazzo delle Albere
La splendida residenza extraurbana dei Madruzzo è detta delle Albere dai filari di pioppi che accompagnavano il viale di accesso.
È un massiccio palazzo cinquecentesco con quattro torrioni angolari e un’apertura a serliane sovrapposte sul prospetto principale, rivolto verso la città. L’edificio venne portato a termine tra il 1550 e il 1560 al tempo del principe vescovo Cristoforo Madruzzo, forse su disegno dell’architetto militare Francesco da Gandino. Dopo l’estinzione della nobile famiglia (1658) passò alla mensa vescovile, fungendo da residenza estiva dei principi vescovi di Trento. L’interno conserva suggestivi cicli affrescati. Alle Albere fu ospite dei Madruzzo il vescovo di Alba Marco Girolamo Vida, che a Trento compose il dialogo “De Rei Publicae Dignitate”, rievocazione delle dotte discussioni umanistiche dei padri conciliari. Durante il Concilio il palazzo fu teatro di banchetti e tornei in onore di principi e ambasciatori. Devastata da un incendio nel 1796, il Palazzo delle Albere conobbe un periodo di decadenza durato fino ai recenti restauri.
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